Quale è l’atteggiamento interiore che ogni futura mamma in attesa potrebbe avere ?

Quali paure inconsce scatena una gravidanza?

La Pratica Metamorfica trasforma e sblocca qualcosa di diverso in ognuna … come è stato per F.M

Leggi la testimonianza completa.

Pratica Metamorfica : il mio percorso

Riporto qua sotto la testimonianza completa di F. donna di 30 anni che ha partorito in casa la sua prima figlia L.

E’ stata seguita dall’associazione Luna Nuova.

Prima e durante la gravidanza ha ricevuto da me alcuni trattamenti di Pratica Metamorfica.

29 Settembre 2017

Il giorno del mio ventinovesimo compleanno ho avuto la fortuna di ricevere in dono una seduta di pratica metamorfica da Guia. Non ero a conoscenza della pratica, mi ero blandamente informata su internet e mi incuriosiva molto il collegamento che la pratica individua fra il pieno sviluppo del proprio potenziale psicofisico e la propria esperienza di vita in utero.

Il giorno del mio compleanno è per me motivo di profonda riflessione sul mio vissuto uterino, sento infatti una fortissima e atavica connessione con quel periodo. I miei genitori mi hanno concepita dopo l’esperienza traumatica di un aborto spontaneo, mi sono perciò a lungo interrogata (positivamente) sul senso stesso della mia presenza e ho sempre avvertito “l’assenza presente” di un fratellino più grande, assenza che ha reso possibile la mia nascita.

Nello stesso periodo sono stata vicina ad una coppia di cari amici nel periodo della nascita del loro primo figlio, nascita molto medicalizzata e piuttosto tormentata.

Sono perciò arrivata all’appuntamento con Guia carica di molte emozioni riguardanti il periodo perinatale, che spaziavano da un profondo senso di gratitudine ad una profonda angoscia. Mi affacciavo io stessa alla possibilità di diventare madre e sentivo la necessità di fare ordine in questo marasma emotivo.

Durante la Pratica mi sono lasciata guidare dal mio respiro soffermandomi sulle immagini e sui pensieri che via via si affacciavano nella mia mente: ricordo di essermi sentita incredibilmente leggera trasportata da onde azzurre sempre meno impetuose, sempre più simili alle increspature create da una goccia che cade nell’acqua. Nel progredire del “massaggio” si facevano strada in me le chiare e serene immagini di una balena che nuotava affiancata dal suo cucciolo verso un sole luminoso. Mi sono sentita tranquilla e riscaldata da una forza positiva.

Nei mesi successivi alla prima Pratica mi sono confrontata con le mie paure e ho cominciato a ringraziare le esperienze positive e negative che mi avevano accompagnato e fatto crescere. Ho sentito la necessità di non tornare più su certi pensieri, di lasciarli andare perché era ormai evidente che stessi incominciando un nuovo percorso che richiedeva nuove energie.

Durante il mese di Febbraio 2018 io e mio marito abbiamo avuto la fortuna di concepire la nostra prima figlia.

2 Agosto 2018

Il due agosto 2018 entravo nella mia 27 settimana di gravidanza e ho ricevuto una Pratica Metamorfica. Da tempo sentivo i calcetti della mia bambina, avevamo già sviluppato una nostra comunicazione. Mi sono fatta guidare spesso dalle immagini della prima pratica per trasmettere un senso di positività e di forza alla piccola creatura che avevo in grembo.

Durante questo Pratica mi sono sentita attratta al centro del mio corpo, come se un imbuto mi risucchiasse e mi portasse a contatto con la bambina. La vedevo così come l’avevo vista, nell’ecografie 3D, tuttavia era molto più reale e completa. Ho iniziato a parlarle chiamandola per nome.

2 Ottobre 2018

Il due ottobre, ad un mese esatto dalla data presunta del parto, ho ricevuto da Guia la terza Pratica Metamorfica. Sia da un punto di visa lavorativo (sono libera professionista) che domestico è stato un periodo molto intenso e stressante. Mi sono ritrovata, al rientro dalle vacanze, sommersa di lavoro e affaticata dal progredire della gravidanza. Mi sentivo mentalmente distante dalla nascita, i miei pensieri erano disarmonici e disorganizzati. Stavo dando priorità ad altro e non ero per nulla centrata.

La Pratica mi ha aiutato a focalizzare i miei pensieri sull’imminente nascita di L., ho cominciato a pensare più nitidamente a quali risorse dovessi richiamare per affrontare il viaggio del parto. Ho visto i miei nonni M. e M., da poco mancati, orgogliosi e sorridenti.

Tenevano L. per mano e la portavano da me. Mi sono sentita invadere da una estrema dolcezza e ho avuto la possibilità di salutarli di nuovo.

16 Ottobre 2018

Il week end precedente il mio incontro con Guia, incontro fissato per 16 Ottobre ho avuto delle perdite di acqua, chiamate idrorrea. Queste piccole perdite sono continuate fino alla mattina del 16 Ottobre, quando si sono intensificate, spingendomi a pensare di annullare il nostro incontro. Tuttavia avevo dei dolori alla schiena e ho pensato che la Pratica potesse darmi un po’ di sollievo, soprattutto perché sarei restata supina quasi un’ora.

All’arrivo di Guia il mio mal di schiena, stranamente ritmico, mi accompagnava da diverse ore, il solo vederla mi ha dato un grande sollievo. A differenza dei nostri precedenti incontri ho fatto più fatica a concentrarmi sui pensieri che riaffioravano: il dolore alla schiena infatti mi distraeva, perciò mi concentravo sulla respirazione e sul tocco. Ricordo distintamente che, mentre Guia sfiorava la mia mano sinistra ho iniziato a sentire L. muoversi e ho iniziato a ripetermi, come un mantra, “siamo pronti e tu sei benvenuta”.

Il pomeriggio il dolore è diventato più forte e frequente, benché sopportabile. Consciamente no riuscivo a credere che fossero contrazioni, e continuavo a pensare che mancasse ancora molto al mio incontro con L., pensavo infatti di avere una fastidiosa sciatalgia. Rientrando a casa ho deciso di fare un bagno per alleviare il mal di schiena e mi sono assopita. Continuavo a ripetere alla mia bambina che ero pronta ad accompagnarla fra noi. Quando mio marito è rientrato a casa dal lavoro mi ha aiutato a capire che probabilmente il mio malessere erano i prodromi del parto e abbiamo deciso di chiamare le ostetriche. In realtà, al loro arrivo, le ostetriche hanno constatato che il mio collo dell’utero era completamente dilatato e di lì a poco (erano le 10 di sera) sarebbe cominciata la fase espulsiva del travaglio. Non ho mai avuto paura, mi sono sempre sentita accompagnata e guidata da una forza positiva ancestrale. Durante la fase espulsiva mi sono lasciata guidare dalla respirazione, immaginando la pressione delle contrazioni come le onde su cui saltava una balena.

La nostra bambina è nata in casa alle 11 e 48.